Ecco qua, trent'anni dal caso Moro, e tutti bravi bravi siamo contro il terrorismo. E io il solito rompiballe a pensare che sia tutto finto e "di circostanza". Parliamo della fiction? Parliamo del bellissimo discorso del presidente? Della fiction non parlo e non esprimo un giudizio qualitativo, non avendola voluta vedere, ma se pur ammetto una utilità divulgativa della stessa (e della televisione) trovo sempre il modo un po' triste e finto. Finto xké si finisce col non distinguere tra le FICTION "La squadra 4" o "Distretto di polizia 7" e la STORIA del caso moro, o di Falcone e Borsellino. Triste perché chi produce queste rappresentazioni ha sempre in mente il profitto (ed è normale che sia così), non la divulgazione. (A proposito e contemporaneamente fuori tema ricordo una gag di guzzanti, in cui 3 o 4 Padre Pio di reti diverse si incontravano e discutevano su chi fosse il più figo tra loro, ovviamente il più pezzente era quello di TMC, ora La7). E poi anche un "ma che palle" ce lo vogliamo mettere? Sinceramente preferisco molto di più un freddo documentario o un'inchiesta sull'argomento, so che c'è e se ho la possibilità me lo guardo perché mi interessa informarmi, non che in un panorama televisivo devastante devo scegliere tra Dott.House e Moro, che alla fine vince Report visto che Dott.House son puntate vecchie. Ma poi è il concetto stesso che queste cose saltino fuori all'anniversario che mi annoia veramente. Ah, parliamo del discorso del presidente: finalmente qualcuno che dice chiaramente quello che penso anche io, basta con l'invitare terroristi (o ex che siano) nelle trasmissioni televisive a dare lezioni di filosofia, politica e moralità. Bravo, 10 e lode. Ma scusate, quando D'Elia faceva parte delle istituzioni? Parliamo di qualche mese fa, il presidente era lo stesso o sbaglio? Mi sembra una cosa altrettanto grave che chi ha lottato per il rovesciamento di una istituzione poi ne diventi un esimio rappresentante. Ma forse sono io il solito polemico. Però è vero che un terrorista ospite in trasmissione fa sempre ascolto, qualunque sia l'argomento trattato, mentre le vittime, che palle, stanno sempre li a lamentarsi, che lagnoni, mi hanno ammazzato il marito, hanno ucciso mio padre, una raffica di mitra in faccia, cento Kg di tritolo, la scorta massacrata. Sempre queste cose tristi, e noiose, mai un sorriso, una battuta, mai un profondo pensiero filosofico, e poi è roba passata, ci credo che non li invita mai nessuno.
Si va beh, ironia a parte, ora ci facciamo tutti fighi contro il terrorismo, ci mancherebbe, ma fra una settimana si tornerà a scrivere minchiate sui muri e parlare d'altro, e il terrorismo in tv salterà fuori solo quando qualcuno darà del fascista a qualcun'altro, e qualcun'altro darà del comunista a qualcuno, e poi faranno la conta di chi ha fatto più stragi negli ultimi 60 anni. Bene, bravi.
Sarà che da poco ho visto il video di quella canzone del buon vecchio Lorenzo su MTV, sarà che in questo periodo proprio non riesco a dare un senso ai miei pensieri ne quindi controllare le divagazioni della mia mente, tant'è che è un paio di giorni che ho in testa questa canzone, che ammetto di conoscere a memoria dai tempi delle scuole. Chiariamo che ho stima del Jovanotti e di buona parte delle sue creazioni attuali e passate. Ma questa canzone che un tempo trovavo carina, ora mi infastidisce non poco. La trovo piena di banalità, buonismo gratuito, con qualche punta di satanismo e luoghi comuni. Tra il bene e il male è più forte il bene, penso positivo perché son vivo, ma che cazzate. Ma basta veramente essere vivi per pensare positivo? Cazzo, cazzo, cazzo c'è gente che insegue larve di insetti improbabili per sperare di sopravvivere, e dovrebbe pensare positivo. Ma dillo che pensi positivo perché sei vivo, e sei un cantante di successo, e hai fatto i soldi, e ti ingroppi chi vuoi e probabilmente neanche ti basta. Ma poi questo è un'altro discorso. In realtà non mi interessa entrare nella sfera della soddisfazione personale dell'autore, quanto capire il messaggio che lancia. L'unico verso che mi sembra abbia veramente un senso è: "io penso positivo ma non vuol dire che non ci vedo", ecco questa è figo, cioè tu pensa pure positivo, rispetto il tuo atteggiamento, ma ammetti di renderti conto che la realtà fa veramente cagare, ecco questo mi piace molto, questo te lo approvo mio caro Lorenzo, tutto il resto mi pare oggi abbastanza superficial-adolescenziale, ma te lo perdono visto il periodo in cui l'hai scritto.
Ma la domanda seria è: basta essere vivo per pensare positivo? A me non basta.
Ho guardato fuori stamattina e il sole se n’era andato
Ho messo su un po’ di musica per iniziare la giornata
Mi sono perso in una canzone familiare
Ho chiuso gli occhi e sono sgusciato via
È più che una sensazione
Quando ascolto quella vecchia canzone che si suonava una volta
Incomincio a sognare
Finché non vedo Marianne andare via
Vedo la mia Marianne che se ne va
Così tanta gente è venuta e se n’è andata
Le loro facce sbiadiscono al passare degli anni
Ancora ricordo se ci ritorno sopra
Chiaro come il sole nel cielo d’estate
È più che una sensazione
Quando ascolto quella vecchia canzone che si suonava una volta
Incomincio a sognare
Finché non vedo Marianne andare via
Vedo la mia Marianne che se ne va
Quando sono stanco e mi sento distaccato
Mi nascondo nella mia musica, scordo il giorno
E sogno una ragazza che conoscevo
Chiusi i miei occhi e lei sgusciò via
Sgusciò via
È più che una sensazione
Quando ascolto quella vecchia canzone che si suonava una volta
Incomincio a sognare
Finché non vedo Marianne andare via
Vedo la mia Marianne che se ne va
(Boston)
Ho un fottuto mal di testa, come tante altre volte...
... però inizia a piacermi....